Agriturismi in Calabria - Alto Tirreno Calabrese
Valle del Crati, Praia a Mare, Diamante, Cittadella del Capo

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L’Alto Tirreno Calabrese comprende anche una zona montana proprio a ridosso della costa, località distanti solo pochi chilometri dal mare, in parte comprese nel Parco Nazionale del Pollino. La splendida luce di questa costa e i colori del tramonto catturano il viaggiatore alla ricerca di comode spiagge attrezzate e complessi turistici moderni, ma anche di luoghi più riservati e ricchi di fascino. Limpide acque turchesi e ampie spiagge si alternano a scogliere a picco sul mare. Escursioni in grotte, gole e torrenti consentono anche attività agli amanti della natura e degli sport avventurosi. Bellezze naturali e un paesaggio mai monotono accompagnano i visitatori nelle diverse località tra giornate al mare, pomeriggi dedicati allo sport e serate riservate allo shopping tra botteghe artigiane, le discoteche o la caccia ai sapori locali delle varie sagre estive, dove assaggiare le prelibatezze che offre il territorio e conoscere i gusti intensi e persistenti dei piatti, dove l’ingrediente principale è il peperoncino. Il paesaggio naturale e la tradizione si incontrano perfettamente lungo un percorso che parte da Praia a Mare, la cui storia è legata a doppio filo con la grotta della Madonna, e proseguire verso sud fino a Paola, sede del celebre santuario dedicato a San Francesco, passando per Diamante, il paese dipinto, con i murales realizzati da artisti internazionali.
Lo scenario cambia velocemente, dai paesini arrampicati sulle rocce al verde della macchia mediterranea, alle sfumature intense del mare, passando dalla vivacità dei centri del turismo estivo alla tranquillità dell’entroterra. Piccole e importanti località ricche di storia e di cultura, custodi di tesori artistici. Dal massiccio del Pollino che si eleva al confine con la Basilicata, un insieme di rocce calcaree, colline e basse valli, va verso la catena costiera che degrada a sud tra la costa e la valle del Crati, che la separa dall’altopiano della Sila. Le forti variazioni altimetriche generano diversi microclimi con una varietà incredibile di vegetazione. Una biodiversità articolata che non può suscitare l’interesse degli amanti della natura. Le antiche origini dei paesi che attraversano il territorio, l’architettura rurale locale e la presenza di alcune comunità di albanesi che da secoli si sono insediate pacificamente e convivono con gli autoctoni mantenendo forte il legame culturale e linguistico con la loro terra d’origine, non fanno che rendere ancora più affascinanti questi luoghi e arricchire l’intero patrimonio locale.
Praia a Mare è una delle località più rinomate di questo tratto di costa calabrese. La costa è lunga e profonda ed è dominata dalla scogliera di Fiuzzi e dalla splendida Isola di Dino, dove secondo la leggenda è approdato Ulisse. L’isola, di fronte alla spiaggia di Fiuzzi, è un vero paradiso per i subacquei con gli splendidi fondali e le sue grotte marine, tra cui la grotta Azzurra, detta così per l’intenso colore che l’acqua assume al suo interno. Nella parte alta dell’abitato di Praia si trova una grotta naturale dove ha sede il santuario rupestre della Madonna della Grotta, dove sono stati ritrovati diversi reperti archeologici che vanno dal Paleolitico all’età romana. La zona è dominata dal castello, una piccola fortezza del ‘300 in località fortezza. In difesa del litorale costiero, nel ‘500, i signori di Arieta fecero costruire il Fortino, palazzo difensivo del Fumarlo di Praia, ancora ben visibile, così come la Torre di Fiuzzi, una delle più grandi della zona, che si erge su un faraglione dell’omonima scogliera alto circa 15 m.

Isola di Dino Isola di Dino a Praia a Mare (foto Roberto)

Il borgo marinaro di Diamante, famoso per i suoi murales, è caratterizzato dalla torre costiera, costruita nel XV secolo per difendersi dalle incursioni saracene e dalla vicina chiesa dell’Immacolata, costruita nel ‘600 e rivestita di marmo bianco all’esterno e di marmi colorati all’interno. Densa di fascino la passeggiata a mare lungo tutta la scogliera, ma per chi ama la natura è d’obbligo il percorso lungo il torrente Corvino, che porta fino alla grotta di S. Ciriaco in località Buonvicino. Al largo, tra Diamante e Cirella, si scorge la piccola isola di Cirella, paradiso per i naturalisti.
Cittadella del Capo, frazione balneare di Bonifati, ha il centro storico dominato dai resti di un castello medievale arroccato sulle colline. D’estate, sull’ampio lungomare di Cittadella del Capo si svolgono eventi sportivi e manifestazioni di vario tipo.
La costa, dopo pochi chilometri, conduce alle Terme Luigiane, sorgenti di acque ipertermali e fango terapeutico che richiamano molti turisti. Il nome della località si deve a Luigi di Borbone che, nel 1850, riconobbe le virtù terapeutiche di queste acque.
Paola è una bella e vivace cittadina di remote origini, molto accogliente e con un centro storico denso di tesori d’arte e cultura, ma anche ricca di negozi e locali pubblici che in estate restano aperti fino a tarda sera per accompagnare i turisti durante gli appuntamenti e le manifestazioni che si svolgono in centro. Da visitare, il castello normanno con le torri di avvistamento, le antiche dimore gentilizie, la monumentale fontana dei Sette Canali, il Duomo, arroccato su un podio, di origine gotica ma con influenze barocche, e il vicino santuario di San Francesco di Paola, imponente complesso conventuale sviluppato nel luogo dove il santo, al secolo Francesco d’Alessio, fondò nel 1453 una cappella dedicata a S. Francesco d’Assisi.
Nell’entroterra cosentino il paesaggio cambia velocemente, passando dalla vivacità dei centri del turismo estivo alla tranquillità dell’entroterra, dove piccole e importanti località, ricche di storia e di cultura, sono custodi di tesori artistici e naturali. Molte le località da visitare, da nord, Castrovillari, Cassano allo Ionio, Altomonte, Spezzano Albanese, Demetrio di Corone e, a una ventina di km da Cosenza, Montalto Uffugo.
La parte più settentrionale della regione è interessata dal Parco del Pollino, a metà tra la Basilicata e la Calabria. Lo scenario è maestoso, dominato dai profili contorti del pino coricato, simbolo del parco. Il versante calabro comprende 32 comuni ed è composto da quattro riserve naturali: la valle del fiume Lao, le gole del Raganello, la valle del fiume Argentino e quella del Rubbio. Formato da una serie di gole fluviali, grotte, doline e timpe e abitato da caprioli, lupi e aquile, vede paesini arroccati sui monti alternarsi a zone pianeggianti e a prati fioriti. Ai piedi del massiccio del Pollino, sorge Castrovillari, sulla punta di uno sperone roccioso. La storia della cittadina ruota intorno al colle dove sorge il santuario di S. Maria del Castello, antichissimo luogo di culto, diventato sede del santuario mariano in epoca normanna (fondato nel 1090 e più volte rimaneggiato). Molto ricco il patrimonio artistico e architettonico di Castrovillari, tra cui si segnala la chiesa di S. Giuliano, il convento di S. Francesco d’Assisi, la chiesa della SS. Trinità, il castello aragonese e palazzo Gallo, sede del Museo Civico Archeologico.

Castello Aragonese di Castrovillari Castrovillari - Castello Aragonese (foto Stefano La Manna)

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