Agriturismi in Calabria - Costa tirrenica meridionale
Amantea e Costa degli Dei, Lamezia Terme, Pizzo Calabro, Scilla

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Partendo da Cosenza, si incontra Amantea, poi la costa degli Dei: da Pizzo Calabro prosegue verso spiagge di sabbia finissima fino a Troppa, la perla della costa, nota per le sue acque cristalline, le calette riservate, le insenature selvagge, fino a raggiungere l’estrema punta di questa piccola penisola, dove troviamo il promontorio di Capo Vaticano. Ancora baie, grotte, scogliera frastagliata e piccole spiagge. Storia e leggenda, mito e realtà si mescolano con le tradizioni popolari. E’ nota la figura della veggente che accoglieva tutti i condottieri nella sua grotta, prima di farli passare lo stretto di Messina e affrontare i mitici mostri marini di Scilla e Cariddi. Scendendo ancora più a sud, verso la punta dello stivale, si raggiunge Nicotera con la sua marina, Gioia Tauro, Palmi, Bagnara Calabra e, infine Scilla, sullo Stretto di Messina.
La parte antica di Amantea sorge su un colle, dove sono visibili i maestosi ruderi di un castello probabilmente di origine bizantino-normanna. Ma è la zona marina, ricca di spiagge sabbiose, a costituire la maggior attrattiva. Le notizie storiche su Amantea risalgono al IX secolo e, tra i monumenti più interessanti, si segnala la chiesa di S. Bernardino da Siena. Poi chilometri a nord, Belmonte Calabro, nota per i pomodori “cuore di bue” e per gli scogli dell’Isca, i cui fondali costituiscono un autentico spettacolo naturale, con ricchissima flora e fauna ittica.
Proseguendo verso sud, si arriva a Lamezia Terme, comune sorto nel 1968 e formato dai tre centri di Sambiase, Nicastro e Sant’Eufemia. Le testimonianze di un antico passato sono ancora ben evidenti nella piana Lamettina, zona archeologica di grande importanza. Il nome Lamezia Terme deriva dal fiume Lamato e dalla presenza delle Terme di Caronte, con acque che sgorgano a 39°C, dalle caratteristiche solfato-alcalino-ferrose-sulfuree, già note al tempo dei Romani.
La costa degli Dei parte da Pizzo Calabro e prosegue per circa 40 km di litorale dal mare splendido, passando per Troppa e arrivando fino a Nicotera. Proprio al centro del golfo di Sant’Eufemia, in posizione geografica molto favorevole, tra mare e montagna, Pizzo sorge su una rupe a strapiombo sul mare. Di origini medievali, veniva chiamata Napizia, dal vicino fiume Napeo e solo verso l’VIII secolo, il nome si trasforma in Pitzine e poi nell’attuale Pizzo. La cittadina è molto pittoresca con gli stretti vicoli del centro, le stradine scavate nella roccia e le piazzette, vere e proprie terrazze sul mare. Il cuore del tipico borgo marinaro e piazza della Repubblica che, con il suo belvedere sulla costa, è un punto di incontro e di passeggio. Qui c’è la piccola chiesa dell’Immacolata e poco lontano quella di S. Giorgio. Poco più in basso il quattrocentesco castello affacciato sul golfo, voluto da Ferdinando I d’Aragona, lega la sua fama a Gioacchino Murat, che qui fu imprigionato e fucilato (1815).
A pochissimi chilometri da Pizzo, si trova l’antichissima Vibo Valentia, circondata da bellezze paesaggistiche che si accompagnano all’archeologia e alla storia. Da una parte sono visibili le montagne della Sila e la piana di Lamezia Terme, dall’altra la catena delle Serre e la piana di Gioia Tauro. Alle testimonianze storiche e architettoniche si affianca la bellezza delle piagge sabbiose di Vibo Valentia Marina, con lidi attrezzati e ristoranti che offrono specialità marinare.
La perla della costa degli Dei è sicuramente Tropea, uno delle più note località balneari della Calabria, famosa per le spiagge bianche e il mare cristallino. Di una bellezza senza confini, il centro storico è un susseguirsi di stradine strette, violetti e angoli panoramici di grande suggestione. Su uno sperone di roccia a strapiombo, mantiene un’impronta medievale, con edifici sei-settecenteschi dai bei portali in pietra. Le origini sono molto antiche, come testimoniano tracce di insediamenti preellenici e riferimenti al periodo romano, mentre le fortificazioni normanne sono ormai scomparse. Diversi i monumenti da vedere, tra cui il settecentesco palazzotto Sedile dei nobili, il santuario di S. Maria dell’Isola, la cattedrale, il palazzo Vescovile con il museo diocesano.

Tropea Santa Maria dell’Isola “Tropea” (foto www.unistrada.it)

Superata Tropea, stabilimenti balneari si alternano a calette e scogliere frastagliate, fino a raggiungere Capo Vaticano, oltre il quale si trovano Joppolo e Nicotera, vero e proprio terrazzo affacciato sul mare. Vale la pena soffermarsi sull’antico borgo segnato da stradine tortuose, saliscendi, sottopassaggi e scale per visitare il castello dei Ruffo, del 1763, che ospita la Biblioteca pubblica popolare r il Museo civico Archelogico. Bella anche la cattedrale barocca.
Scendendo ancora lungo la costa si incontrano Gioia Tauro, con il suo importante porto commerciale, e Palmi, dall’aspetto moderno ma molto legata alle sue antiche tradizioni popolari. Sorta forse nel X secolo venne ricostruita dopo un’incursione barbaresca nel XVI. In bella posizione sul mare, è sede di un interessante museo Enologico in cui sono esposti oggetti del folclore calabrese e dell’artigianato locale.
Ultimo centro abitato prima dello Stretto di Sicilia è Scilla, luogo leggendario, dove c’è ancora spazio per l’eco del mitico mostro che assalì la nave di Ulisse. Il paesino è diviso in due marine da uno sperone roccioso. La Marina Grande, con l’arenile e le case sul lungomare, offre ristoranti dove gustare menù a base di pesce e la chiesetta barocca dello Spirito Santo.

Scilla Scilla (foto www.unistrada.it)

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