Agriturismi in Basilicata - Il Pollino
Parco del Pollino, Lauria, San Costantino Albanese, Senise

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Tante e varie le emozioni che la regione del Pollino è in grado di offrire al visitatore. C’è il silenzio magico dei folti boschi di faggio e le sagome contorte dei pini coricati, che crescono abbarbicati sulle rocce. E i tanti animali selvatici, come il lupo e l’aquila reale, che domina i cieli sopra i dirupi e le pareti scoscese. Ci sono le antiche abbazie cistercensi, i monasteri e santuari, i castelli medievali, la parlata arbëreshë, che è la lingua ufficiale di una popolazione di lingua albanese che vive a San Costantino, San Paolo Albanese, Noepoli, Farneta. C’è lo scorrere lento del fiume Sinni, che nasce a 1350 m di quota e corre per oltre 90 km prima di gettarsi nello Ionio, attraversando una delle valli più fertili della Basilicata.
Il Parco Nazionale del Pollino, che occupa un’area complessiva superiore ai 190.000 ettari, è posto al confine tra Calabria e Basilicata. Un cuore selvaggio, eppure accogliente, di foreste, pianori fioriti, forre al fondo delle quali scorrono splendidi torrenti, aspre cime calcaree (molte superano i 2000 metri; le più elevate sono il Monte Pollino 2.248 m e la Serra Dolcedorme 2267 m) che separano i due versanti: il meridionale calabro, aspro e spoglio, da quello lucano, invece, più dolce e armonioso, disseminato di masserie e piccoli centri rurali, ricoperto di prati, pascoli d’alta quota e boschi. La Preistoria si svela nel Museo di Storia Naturale della valle del Mercuri, a Rotonda, e nell’imponente caverna di Latronico, luogo di culto nell’età del Bronzo e teatro di importanti ritrovamenti archeologici.
Deliziosi anche i prodotti tipici, come i peperoni rossi di Senise, le melanzane e i teneri fagioli di Rotonda, il caciocavallo, il pecorino, la pasta bianca di Mezzana, il pane di grano duro, la lucanica, le salsicce.
Ad est dell’area de Parco, si trova la cittadina di Lauria, detta “città dei torrenti” per la ricchezza di acque presenti nel suo territorio. Le prime notizie certe su Lauria si hanno a partire dal 1079, con la "Bolla di Alfano" che riguarda la giurisdizione del vescovo di Policastro e nella quale Lauria figura con il nome di "Uria" proprio come vuole la tradizione. Probabilmente il nucleo originario sorse, nel X secolo, intorno alla laura basiliana sita nel luogo ove poi è stato edificato il Santuario della Madonna dell'Armo. E’ divisa in due agglomerati, distanti poco meno di 1 km: Lauria Superiore, detta il Castello, per i resti di un antico fortilizio, e Lauria Inferiore, detta Borgo, che conserva nuclei antichi inglobati nelle moderne costruzioni. Da vedere, oltre ai resti del maniero, la chiesa Madre di S. Nicola di Bari, il secentesco monastero di S. Antonio, la chiesa di S. Giacomo Apostolo, la chiesa di S. Maria dei Martiri.

Parco del Pollino Parco del Pollino - Serra delle Ciavole (foto www.globopix.net)

Nella zona occidentale del Pollino si trovano alcuni interessanti centri abitati, come Latronico, Episcopia, Magnano, San Severino Lucano, Viggianello, Rotonda.
Nella parte orientale, nella valle del fiume Sarmento, a una ventina di km da Francavilla in Sinni, si trova San Costantino Albanese. Adagiato sulle pendici orientali della Tempa San Nicola, fu fondato da esuli albanesi provenienti da Corone, cittadina della Morea, in Grecia. Di queste origini si conserva il rito greco e la lingua. Al centro del paese, l’antica chiesa Madre. Nell’ex municipio è allestito l’Etnomuseo della Cultura arbëreshë che raccoglie foto d’epoca, oggetti legati alla lavorazione della ginestra e alle produzioni agricole-vitivinicole. A circa 1 km dal paesino, si segnala il santuario di S. Maria della Stella, edificato nel ‘500 su un antico eremo basiliano.
A nord del Parco, l’importante centro agricolo di Senise, famoso per la produzione di peperoni; da visitare la bella chiesa Madre di S. Francesco, con l’originale portale trecentesco. Poco distante, è situato l’invaso artificiale di Monte Cotugno, uno dei più grandi d’Europa. Dopo pochi chilometri, ecco la bella Valsinni, dalle case bianche con i tetti rossi, adagiata su un colle a 243 m. Nel palazzo Mauri c’è un antico mulino con macine in pietra, mentre nei catoi, un tempo usati come magazzini, sono state ricostruite botteghe artigiana. Il castello baronale mantiene ancora la struttura originaria dell’XI secolo.  Feudo dei Sanseverino all’epoca degli Aragonesi, passò nelle mani di Giovan Michele Morra, padre della sfortunata poetessa Isabella (1516-1545), uccisa dai suoi fratelli, nelle stanze del maniero, per una sospettata relazione amorosa (ma era solo epistolare), con lo spagnolo Diego Sandoval de Castro, anche lui trucidato in un’imboscata. Alla giovane nobildonna è stato dedicato un parco letterario, che si dipana lungo le viuzze del borgo medievale e la campagna attraversata dal fiume Sinni sino alla cima del monte.

Diga di Senise Diga di Senise (foto A.L.B.E.D.)

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Agriturismo Pagliarone

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La masseria Pagliarone, nelle vestigia di un'antica tenuta, è un elegante complesso risalente alla fine del Settecento. Le camere sono arredate con raffinate finiture.

Tel. 0973.585441
Sito web: www.aziendadonnaperna.it
E-mail: [email protected]

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Dotato di 3 stanze ognuna con bagno e riscaldamento una antica casa colonica ristrutturata, circondato dal verde di boschi, noceti e e orto biologico.

Tel. 347.26.31.462
Sito web: La Quercia di Licari

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