Agriturismi in Campania - Caserta e la "Campania felix"
Caserta, Aversa, Santa Maria Capua Vetere, Capua, Sessa Aurunca

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La pianura del Volturno, resa straordinariamente fertile dall'azione dei vulcani Roccamonfina e Campi Flegrei, era chiamata "Campania felix" dai Romani e ha contribuito per secoli a soddisfare i fabbisogni alimentari, prima di Roma e poi del regno di Napoli. Le condizioni favorevoli hanno consentito, fin dall'antichità, la nascita di numerosi insediamenti di etnie diverse. Agli stanziamenti greci lungo la costa corrispondevano all'interno piccoli centri abitati da genti italiche. Essa vide gli ozi di Annibale, la conquista di Roma, la rivolta di Spartaco, il consolidamento della potenza longobarda e gli albori dell'affermazione normanna e il famoso incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II a Teano. Nel frattempo vi sorgevano nuove città - spesso costruite sulle rovine di quelle romane, abbandonate in seguito alle invasioni barbariche - e importanti insediamenti monastici, che contribuirono alla riorganizzazione del territorio dopo le devastazioni seguite alla caduta di Roma. E' il caso di Capua, una delle maggiori città dell'impero, che è tornata a vivere sulle sue macerie ma con il nome di Santa Maria Capua Vetere, mentre la Capua attuale è stata rifondata dai longobardi in un'ansa del Volturno. La visita di questi luoghi permette quindi di scoprire le antiche memorie, ma anche le testimonianze medievali (longobarde, normanne, sveve e angioine) e gli importanti segni lasciati dal '700 borbonico (basti solo ricordare la Reggia di Caserta e San Leucio).
In epoca medioevale il centro di Caserta era l'attuale Casertavecchia, posta su un colle a 400 m di altitudine. La città si è sviluppata in pianura, in funzione della Reggia borbonica, anche se il vero sviluppo urbano risale alla seconda metà dell'800. Il suo aspetto attuale decisamente moderno deriva dall'attività edilizia che non ha sosta dal secondo dopoguerra, e che ormai ha saldato al capoluogo San Leucio e attorniato anche il colle di Casertavecchia.
Il disegno del Palazzo Reale venne affidato all'architetto Luigi Vanvitelli e venne approvato nel 1751. I lavori iniziarono l'anno successivo e si conclusero nel 1774 sotto la direzione di Carlo Vanvitelli, subentrato alla morte del padre (1773). L'esigenza di una nuova Reggia nasceva da diverse motivazioni. Innanzitutto la necessità di una residenza più lontana dal mare rispetto al Palazzo Reale di Napoli, per mettersi in salvo in caso di attacco della flotta francese. In secondo luogo, il Re coltivava da tempo il desiderio di costruirsi una residenza estiva lontana dalla città di Napoli. Infine, l'orgoglio di costruire una residenza che potesse fare invidia a Versailles per per bellezza, imponenza e maestosità. La sua costruzione costò una cifra spropositata: 1200 stanze su cinque piani, un apparato decorativo da fare invidia a tutte le altre residenze reali europee, un immenso parco (lungo 3 km)degradante dalla collina al piano, irrigato da un acquedotto appositamente costruito, e ricco di vasche, fontane e cascate arricchite da grandi gruppi scultorei.

Reggia di Caserta Reggia di Caserta (foto www.villadeimisteri.it)

San Leucio, importante frazione del Comune di Caserta, è un esempio vivente di come i Borboni costruivano i nuovi borghi per sperimentarvi impianti industriali su basi di assoluta autonomia aziendale. Nata da un capriccio di Ferdinando IV (ultimi decenni del '700) e forse figlia dell'utopia sociale dell'età dei lumi, la Real Colonia ha il grande merito di aver dato l'avvio ad una tradizione serica che ancora oggi è presente, nonostante la globalizzazione e la conseguente delocalizzazione di molte industrie.
Situata tra Napoli e Caserta, Aversa è un popoloso centro dalla convulsa espansione. Nel suo centro storico sopravvivono, nel particolare impianto a strade concentriche e radiali sorte intorno alla Cattedrale e al perduto castello, le tracce dell'antica origine: fu infatti fondata nel 1030 dai normanni in una zona attraversata da due importanti vie di comunicazione che collegavano Cuma, Capua e Napoli.
Ad occidente di Caserta si trova l'antica "Capua", oggi Santa Maria Capua Vetere. Venne fondata dagli etruschi intorno all'800 a.C. e divenne un importante centro artigianale e commerciale grazie alla vicinanza con i greci di Cuma. Venne conquistata dai romani nel 343-41 a.C. che ne fecero la più grande e ricca città d'Italia, dopo Roma. Alla caduta dell'impero, venne invasa dai Vandali e dai saraceni, che decretarono il suo definitivo abbandono. I superstiti fondarono la nuova Capua sulle rovine della romana "Casilinum". Nella vecchia città, intorno alla chiesa di S. Maria Maggiore (l'attuale Duomo) si formò un casale che prese il nome di Santa Maria Capua Vetere in ricordo dell'antico. L'odierna città, ancora segnata dall'impianto romano, conserva in un contesto per lo più moderno, importanti monumenti della Capua antica, come l'Anfiteatro Campano, l'Arco di Adriano e il Mitreo. Nel Museo Archelogico dell'Antica Capua sono conservati i reperti scoperti nel corso degli scavi effettuati nel territorio dell'antica Capua.

Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere (foto www.reggiadicaserta.altervista.org)

L'odierna Capua fu fondata dai longobardi nell'856 e popolata dai profughi scampati all'incendio saraceno della "Capua" romana. Racchiusa in un'ansa del fiume Volturno, conserva i resti dei bastioni cinquecenteschi che ricordano la sua importanza strategica durante il viceregno spagnolo. Nonostante i bombardamenti dell'ultimo conflitto e i danni del terremoto del 1980, sono molte le memorie storiche: portali quattrocenteschi, iscrizioni, capitelli e frammenti scultorei di età romana e medievale.
Quasi al confine con il Lazio, su una colata del vulcano di Roccamonfina, sorge l'antica Sessa Aurunca, che fu la "Suessa" degli aurunci e poi colonia (313 a.C) e municipium (90 a.C.) romano. Conserva importanti testimonianze di quel passato, ma anche monumenti medievali e barocchi di quando, ridottasi dapprima allo spazio tra il Duomo e il Castello, riacquistò le antiche dimensioni con la costruzione, nel borgo inferiore, di chiese e conventi.
Lungo le propaggini sud-est del vulcano di Roccamonfina, ecco Teano, da sempre crocevia lungo l'asse che dal centro della penisola conduce a Napoli. Nell'abitato brevi sprazzi della prima cerchia muraria, eretta dopo il 334 a.C., ricordano la "Teanum" italica. Nel Museo Archeologico di Teanum Sidicimum sono esposti reperti databili tra il II millennio a.C. e il VII secolo, provenienti da scavi condotti nel centro storico e nel territorio circostante.

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Agriturismo La Nuova Peschiera

Agriturismo La Nuova Peschiera
Nel Parco Regionale di Roccamonfina tra rigogliosi uliveti e fitta vegetazione, esteso su una superficie di 11 ettari a ridosso del fiume Savone delle Ferriere...

Tel. 0823.875521
Sito web: www.lanuovapeschiera.it
E-mail: [email protected]

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