Agriturismi in Liguria - Riviera dei Fiori
Imperia, Moltedo, Dolcedo, Diano Marina, Sanremo, Ventimiglia

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La Riviera dei Fiori, l'ultima porzione di Liguria al confine con la Francia, gode di un clima straordinariamente mite, grazie alle Alpi Marittime che la proteggono dai venti freddi e al Mar Ligure che bagna le sue coste. Da Capo Cervo a Ventimiglia, passando per Imperia, Sanremo e Bordighera, uno vero scrigno di tesori, dove il mare è il  regno dei cetacei mediterranei; una continua sorpresa il territorio, ricco di arte, cultura ed eventi nelle vivaci città costiere e nei borghi schivi dell'entroterra, nella Valle Arroscia, la Valle di Diano, le valli Argentina e Armea, la Val Nervia e la Valle dell'Olivo.
Imperia, capoluogo di provincia nato nel 1923 dall’unione di Oneglia e Porto Maurizio, due centri della riviera di ponente divisi dalla foce del fiume Impero. I due nuclei rimangono distinti nonostante l'unione amministrativa e lo sviluppo edilizio. Le due cittadine rimasero a lungo divise dalla storia, la prima legata ai Savoia dal 1576, mentre Porto Maurizio fu alleata di Genova fin dal XIII secolo.
Da vedere, la collegiata di San Giovanni Battista, il duomo, il Museo Navale Internazionale e il nucleo più antico di Porto Maurizio, chiamato Parasio dal palazzo del governatore genovese (‘Paraxu’), che sorge su un promontorio, recentemente restaurato dopo un lungo periodo di degrado.
Nell’entroterra di Imperia, una serie di piccoli borghi medievali, quali Montegrazie, Moltedo, Dolcedo e Lingueglietta, con la duecentesca chiesa di S. Pietro, fortificata con guardiole, camminamento e feritoie per la difesa dalle incursioni saracene.

Dolcedo Dolcedo

Pochi chilometri a nord di Oneglia, ecco comparire Diano Marina, la prima delle ‘Diano’: lungo la vallata, infatti, una catena di frazioni comprende Diano Castello, Diano San Pietro e Diano Aretino. Diano Castello è un bel paese dominato dalla parrocchiale di S. Nicola, che risale alla prima metà del XII secolo e fu ricostruita nel ‘700. Nel Borgo merita una visita la chiesa dell’Assunta, con abside del ‘200 e interni con affreschi quattrocenteschi, rinascimentali e barocchi. All’estremità nord del paese, si trova la chiesa di S. Giovanni in cui sono custoditi brani di affreschi medievali e un raro soffitto ligneo del ‘400, dipinto con motivi sacri e profani.
Proseguendo lungo la costa, poco prima di Capo Cervo, San Bartolomeo al Mare, circondato da un ampio territorio coltivato a ulivi e che basa la sua economia, oltre che sul turismo, sulle coltivazioni di fiori e ortaggi in serra.
Anche nell’estremo ponente convivono le due anime della Liguria. Da una parte la costa, meta di un turismo ormai storico, che ha la sua capitale in Sanremo. Dall’altra, un entroterra prezioso e quasi perduto, trasformato da millenni di lavoro. Dal Monte Bignone si originano due dorsali che terminano in mare, a est al promontorio di Capoverde e a ovest di Caponero. Protetta nel mezzo si rifugia la stazione climatica di Sanremo, scoperta nell’800 per il suo clima e diventata meta privilegiata del Grand Tour e poi di un turismo di élite, quando, nel 1864, la zarina Maria Aleksandrovna la scelse per passare l’inverno. Il resto è una storia di edificazione di alberghi sontuosi e splendide ville in stile liberty. Oggi il turismo è cambiato: non più d’élite e invernale, ma estivo e di massa, con il Casinò in grado comunque di attirare clientela facoltosa da tutto il mondo.
Sempre all’Ottocento risale un’altra importante attività di Sanremo, la floricoltura, che ha contribuito alla ricchezza e alla fama di questo tratto di costa ligure.

Sanremo Veduta panoramica di Sanremo (foto www.bagniparadiso.com)

Alle spalle si Sanremo si innalza la verde Valle Argentina. Dai 200 m del fondovalle ai 1500 della Croce di Presto si alternano uliveti, vigneti, boschi di castagno, faggete. L’ambiente è il risultato di una lenta e faticosa opera iniziata dall’uomo secoli fa e mai interrotta.
Lo stesso si può dire per la Val Nervia, che si stende a un palmo dal confine francese, ma che allo stesso tempo è uno dei veri tesori d’Italia, per la sua forma e i suoi borghi ricchi di fascino e di storia: circa 20 km in linea d’aria conducono, dal mare, ai 2040 m del monte Pietravecchia; è così che nasce un inconsueto connubio tra flora mediterranea e alpina, dai pini marittimi ai boschi d’abete bianco. E sulle ripide coste, sapientemente terrazzate, nasce l’ormai famosissimo vino Rossese, vero simbolo del territorio.
Lungo la costa, meritano una visita la signorile Bordighera, con il suo caratteristico centro antico segnato da un dedalo di viuzze, e Ventimiglia, ultima città italiana prima del confine francese, con le sue diverse anime medievale, moderna e archeologica. A La Mortola, a pochi chilometri da Ventimiglia, gli splendidi Giardini Hanbury, realizzati nel 1867 da Sir Thomas Hanbury, come giardino di acclimatazione di piante esotiche provenienti da zone tropicali e su tropicali di tutto il mondo.

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