Agriturismi nelle Marche - Fano e Basso Metauro
Fano, Cartoceto, Gola del Furlo, Fossombrone, Cagli

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Ricordata come Fanum Fortunae nel 49 a.C. durante l'occupazione di Cesare, sotto Augusto divenne una colonia di veterani. Nel 1357, Galeotto Malatesta diede inizio alla signoria malatestiana, che durerà fino al 1463, durante la quale la città si arricchì di nuove presenze architettoniche (il Palazzo Malatestiano, la Rocca).
Della Fano romana sono perfettamente apprezzabili le mura augustee, che cingono in parte la città e l’intatto arco di Augusto. Eretto nel primo secolo d.C. come ornamento della via Flaminia, è composto da un fornice centrale e da due arcate minori laterali, coronato, un tempo, da un loggiato oggi andato perduto. Addossate all'arco sono le logge di San Michele e l'omonima chiesa, la cui facciata è adornata da un portale rinascimentale.
Già porto importante lungo la via Flaminia, Fano è oggi una ridente località di soggiorno balneare: due le spiagge di sabbia, la spiaggia Sassonia verso sud e la più piccola spiaggia Lido a nord, attrezzate con stabilimenti e strutture ricettive. Molti i monumenti da vedere, oltre all’Arco di Augusto e alle mura augustee: il Palazzo del Podestà con il Teatro della Fortuna, il Museo Archeologico e Pinacoteca nel Palazzo Malatestiano, San Pietro in Valle, la Biblioteca Federiciana, Santa Maria Nuova. Importanti scavi archeologici degli ultimi anni stanno portando alla luce altri importanti resti dell’epoca romana.

Fano Fano - Palazzo del Podestà, Teatro della Fortuna, Piazza XX settembre

Cartoceto sorge su di un colle, a 235 metri sul livello del mare, immerso fra gli uliveti e i campi coltivati. Le sue origini risalgono a tempi lontanissimi: ne fanno fede alcuni ritrovamenti, tra cui un’iscrizione romana del 79 a.C. trovata presso l’antica Pieve, che avvallerebbero l’ipotesi per la quale Cartoceto fu fondato da un gruppo di Cartaginesi scampato alla battaglia del Metauro durante la seconda guerra Punica (218-201 a.C.); di qui il nome Cartoceto. Una  seconda ipotesi farebbe risalire le sue origini alle invasioni barbariche (VI-VIII sec.), in seguito alle quali le popolazioni dei centri vallivi dovettero rifugiarsi tra le colline per sfuggire alle devastazioni. I rari documenti ci dicono che, sin dal XII secolo, Cartoceto era un luogo fortificato e circondato da mura ed era uno dei capisaldi difensivi del territorio di Fano. E così si presenta ancora oggi, con la struttura delle case e la disposizione delle strette vie tipicamente medievali. La rocca malatestiana, costruita tra il XIII e il XV secolo, fu completamente distrutta da un violento terremoto nel 1572: ancora visibili gli imponenti resti. Da non perdere il convento del Beato Sante fondato nel 1223, con un incompleto portale gotico e la collegiata terminata nel 1853, dove si trovava una tela del ‘500 di Bartolomeo Moranti, oggi sistemata nella nuova chiesa.
Fossombrone è situato nella parte mediana della valle del Metauro, tra i contrafforti delle Cesane e i versanti ripidi dei colli dei Cappuccini. Questo centro marchigiano rivestì notevole importanza in età romana; il nome pare dervivi da quello di Forum Sempronii, con riferimento al tribuno Caio Sempronio Gracco, che qui operò per lunghi anni, nell’ambito della legge agraria. La città fu poi residenza di campagna dei duchi di Urbino. Federico da Montefeltro la acquistò nel 1444 da un Malatesta, e da quell’anno cominciò la costruzione di opere fortificate e palazzi. Il paese oggi è diviso nettamente in due parti, quella moderna, sviluppatasi in pianura, e quella antica, arroccata sulla collina. Di grande interesse, nell’area di San Martino del Piano, i resti del municipio romano. Risalendo il colle invece, dopo aver oltrepassato le mura seicentesche, si trova la città più marcatamente malatestiana, la cittadella, con il Palazzo Ducale, la Pinacoteca Civica, il Museo Civico, la Corte Bassa, la Quadreria Cesarini e i resti della Rocca Malatestiana.
Qualche chilometro più all’interno, in un ambiente naturale incontaminato e selvatico, si trova la famosa Gola del Furlo, uno stretto canyon scavato dall’azione erosiva del fiume Candigliano, che si insinua fra le ripide pareti dei monti Pietrata e Paganoccio. La gola fu transitata già in epoca romana (era un tratto della antica via Flaminia); qui fu scavato nel 76 d.C. dall’imperatore Vespasiano il “Forulus”, la galleria, tuttora utilizzata e da cui deriva lo stesso nome. L’area, tutelata come riserva naturale, è di grande interesse geologico e paesaggistico. Nelle immediate vicinanze si trova il piccolo centro di Acqualagna con l’interessante abbazia di San Vincenzo al Furlo, detta di Pietrapertusa, che fu costruita dai monaci benedettini nel IX secolo vicino a una più antica cripta risalente al VI secolo. Da visitare è anche la fortezza sul Candigliano, costruita sulla via Flaminia in età augustea, e la chiesa di Santa Lucia.
Merita una visita anche Cagli, arroccata su uno sperone roccioso a quasi 280 metri di quota sul monte Petrano. Sul suo territorio sono stati rinvenuti reperti archeologici di grande importanza che documentano la presenza degli antichi umbri, degli etruschi, dei galli senoni. Importante in epoca romana per la sua collocazione strategica sulla via Flaminia, offre poco fuori dell’abitato gli imponenti resti dell’antico ponte Mallio con un arco di 26 cunei, restaurato in età augustea. Nel centro del borgo si trovano il Palazzo Brancaleoni, la chiesa di San Giovanni Battista (XIII secolo) e la chiesa romano-gotica di San Francesco.

Cagli Cagli (foto www.mayagroup.it)

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Una splendida casa colonica immersa nel verde delle colline marchigiane, offre la possibilitÓ del solo alloggio in appartamenti.

Tel. 0721 - 885194
Sito web: www.dacarignano.it
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