Agriturismi nelle Marche - Montefeltro
Carpegna, Sassocorvaro, San Leo, Taramello

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Situato nel settore nord-occidentale della provincia di Pesaro, il Montefeltro racchiude nel verde uno spettacolare alternarsi di rocche difensive, castelli e borghi, tra i quali rintracciare la storia delle potenti famiglie, come i Montefeltro e i Della Rovere, che abitarono e si contesero questi luoghi, ma dove apprezzare anche splendidi paesaggi naturali. Geograficamente il Montefeltro è un’area che si estende sulle colline tra l’Adriatico e l’Appennino centrale, attraversata dalle valli dei fiumi Parecchia, Foglia e Conca e dominata dal massiccio del monte Carpegna (1415 metri). Oltre alla bellezza dei paesaggi naturali e alla possibilità di effettuare escursioni, Il Montefeltro offre un eccezionale itinerario tra le rocche e i castelli che costituirono il suo sistema difensivo, creato dai signori del luogo, i duchi di Montefeltro che furono anche duchi di Urbino e rimasero una ricca e potente dinastia fino alla loro estinzione nel 1508. Interessanti risultano anche i gioielli architettonici di stile romanico sparsi nel territorio (pievi, abbazie, cappelle rurali), facilmente individuabili grazie a un buon sistema di segnalazione lungo le strade.
Capoluogo del Montefeltro è Carpegna, importante località di villeggiatura montana, situata alle falde dell’omonimo monte. La sua fama la si deve anche all’eccellente prosciutto crudo a denominazione di origine protetta, che da secoli viene prodotto in zona. Gli antichi borghi medievali del comune di Carpegna rapiscono la vista ad ogni angolo con suggestioni e atmosfere d’altri tempi, autentiche, intatte, quasi che il tempo si fosse fermato.

Carpegna - Pieve romanica di San Giovanni Battista Carpegna - Pieve romanica di San Giovanni Battista (foto www.comune.carpegna.pu.it)

Nel piccolo borgo di Sassocorvaro si trova l’imponente mole della Rocca di Ubaldinesca, capolavoro di architettura militare di Francesco di Giorgio Martini (brillante architetto senese)  del 1475, commissionatagli da Ottaviano degli Ubaldini, per ordine di Federico II da Montefeltro. Con la sua forma, massiccia e tondeggiante, con quattro torrioni e puntone carenato si voleva sperimentare la resistenza a una nuova arma, la bombarda. All’interno, un delizioso teatrino di corte ottocentesco. Durante la seconda guerra mondiale, la Rocca è servita per nascondere e proteggere nei sotterranei circa 10.000 importanti opere d’arte, tra cui “La tempesta” di Giorgione.
San Leo si eleva in una magnifica posizione sullo spuntone roccioso che ne caratterizza il suo inconfondibile profilo e che fu ritenuto altura sacra dagli antichi, tanto che il santo dalmata Leo, arrivato qui nel III secolo, lo scelse come luogo ideale per la propria opera di cristianizzazione della regione, diventandone il primo vescovo. E’ proprio qui che iniziò la signoria dei duchi di Montefeltro (l’antico nome di San Leo era Mons Feretri o Feretrius). In questo luogo, nel 1231, San Francesco ricevette in dono dal conte Orlando di Chiusi il monte della Verna. Oggi il visitatore è accolto da un borgo chiuso al traffico e perfettamente conservato, al cui centro si trova il Palazzo Municipale del XVI secolo, residenza dei Montefeltro. Subito accanto, sorge la bellissima pieve o basilica, eretta nel VIII secolo, con aggiunte dell’XI: all’interno un prezioso ciborio risalente al IX secolo. Splendido anche il Duomo romanico (XII-XIII secolo), in pietra arenaria: particolarmente interessante è la parte absidale, mentre l’interno a tre navate è austero. Passeggiando si arriva a un giardino belvedere; da qui si sale alla rocca e al magnifico forte, firmato nell’aspetto attuale da Francesco di Giorgio Martini, che per incarico dei Montefeltro trasformò un fortilizio medievale. E’ considerato una delle fortezze più belle d’Italia. La potenza politico-militare di San Leo cessò nel 1631 quando, estintasi la famiglia ducale di Urbino, il territorio passò allo Stato Pontificio. La rocca divenne un carcere (famoso anche perché vi fu rinchiuso fino alla morte Cagliostro nel 1795), chiuso all’inizio del ‘900.

Rocca di San Leo Rocca di San Leo (foto www.europamonetti.com)

Taramello, grazioso borgo di antica origine e sede dei duchi di Montefeltro nel XIV e XV secolo, oggi è particolarmente rinomato anche per una specialità gastronomica, il formaggio di fossa “Ambra di Talamello”, prodotto partendo da latte di mucca e pecora. L’antichissima stagionatura del formaggio in fossa è diffusa in altre aree della zona, ma quella di Talamello è particolarmente rinomata. A questa specialità è dedicata una vivace sagra, che si svolge a metà novembre, dove è possibile assaggiare ed acquistare formaggi direttamente dai produttori.

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