Agriturismi in Piemonte - Val d'Ossola
Domodossola, Valli Anzasca, Antrona, Bognanco, Divedro, Antigorio e Formazza, Isorno e Vigezzo

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Varia e suggestiva, ricca di valli, altopiani, laghi, alte cime e ghiacciai, l'Ossola è una terra stupenda, in grado di soddisfare sia  l'escursionista appassionato della natura che l'alpinista amante delle altezze vertiginose. E' famosa per le sue rocce e per i minerali un tempo estratti dalle miniere, e per le acque minerali. La vegetazione è ricchissima, con vasti  boschi di latifoglie e di conifere, oltre a estesi pascoli che, in primavera ed estate, si colorano di mille specie di fiori. Compresa nel bacino dei fiume Toce, che la percorre per intero, dalle sorgenti alla foce nel Lago Maggiore, si articola in sette valli: Anzasca, Antrona, Bognanco, Divedro, Antigorio-Formazza, Isorno e Vigezzo, a cui si aggiunge la Val Grande. Una parte cosistente del  territorio ossolano è occupata dal Parco della Val Grande e da quello dell’Alpe Veglia e Alpe Devero. Lo spopolamento che ha interessato quest’area nel secolo scorso ha reso questo territorio ancora più intatto dal punto di vista naturalistico ed architettonico. Il Parco Nazionale della Val Grande occupa una superficie di 14.598 ettari nell’omonima valle, una preziosa area selvaggia ricoperta da fitti boschi e racchiusa da erte creste montuose. Il Parco Regionale  Alpe Veglia e Alpe Devero tutela due delle più belle conche alpine del Piemonte, interessantissime sia dal punto di vista geologico e geomorfologico, sia da quello botanico, sia infine da quello puramente paesaggistico.

Val Divedro Val Divedro (foto www.fracciaagriturismo.it)

Il centro abitato più importante dell’Ossola è sicuramente Domodossola. Già in epoca preromana la piana di Domodossola rivestiva un ruolo strategico, grazie alla sua collocazione allo sbocco delle valli laterali, disposte a raggiera intorno a quella del Toce. I romani fondarono qui Oxilia, ultimo avamposto prima dei valichi alpini verso la Svizzera. La successiva dominazione longobarda modificò gli assetti locali, e fino all’anno Mille mancano notizie precise. I vescovi di Novara mantennero il potere sul contado di Domodossola fino al XV secolo, quando iniziò una serie di guerre e alleanze, fino alla pace di Cateu-Cambrésis (1559), che legherà l’Ossola alle sorti lombarde. Sarà l’amministrazione napoleonica a restituire importanza alla zona, che vedrà poi fortune alterne fino all’Unità d’Italia. La bella piazza del Mercato è il cuore di questa città, dedita al commercio da secoli. Le case loggiate, dai bei portici e dai tetti in pietra spioventi, risalgono ai secoli XV e XVI. La concessione a “tenere mercato” in questo spazio risale a Berengario, che la diede nel 917. Il più conosciuto edificio di Domodossola è Palazzo Silva, rinascimentale e rimaneggiato nel XVIII secolo; oggi ospita il Museo “G. Galletti” che espone tele e arredi, sculture, costumi locali e armature. I resti della chiesa di San Francesco (fine del XIII sec.) sono inglobati in un palazzo civile che ha mantenuto il nome originale: Palazzo San Francesco. La collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, rifacimento settecentesco sulle fondazioni di una chiesa preesistente, conserva il portale antico e affreschi di Lorenzo Peretti, un altorilievo di epoca medievale e una tela di Tanzio da Varallo.

Piana di Domodossola Piana di Domodossola (foto Stefano Crivelli)

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