Agriturismi in Piemonte - Vercellese
Vercelli, Trino Vercellese, Lucedio

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Sesta città del Piemonte, Vercelli è la capitale del riso italiano. Le sterminate distese delle risaie che la circondano sono spesso popolate di uccelli palustri come aironi ed egrette, e la luce del cielo si riflette sugli specchi d’acqua, creando giochi di luce particolarmente belli. La città, adagiata sulle sponde del fiume Sesia, era già un centro importante all’epoca di Roma antica. Fu anche sede del primo episcopato del Piemonte e, nel XIII secolo, di uno “studium”, la prima università piemontese. I luoghi di interesse si trovano quasi tutti nel centro storico, a partire da piazza Roma, di fronte alla stazione ferroviaria. I campanili della chiesa di Sant’Andrea sono visibili già dalle risaie che circondano le città. Nei pressi della stazione si trova anche la cattedrale di Sant’Eusebio e, proseguendo verso piazza Cavour, si incontra il Museo Leone. Presso la piazza si può vedere la Torre del Comune e continuando per via Gioberti si raggiunge l’incrocio con via Borgogna, dove si trova la chiesa di San Francesco. La visita può continuare, fino a toccare altri edifici sacri, come San Paolo, Santa Chiara, San Cristoforo.
A Trino Vercellese, a una ventina di km dal capoluogo, si trova il Principato di Lucedio. Furono i monaci cistercensi a fondare nel 1123 l’abbazia di Lucedio, su terreni donati dal marchese Ranieri di Monferrato, introducendo per primi la coltura del riso in Italia. E fu il marchese Raffaele de Ferrari, duca di Galliera, a ricevere, a metà del XIX secolo, il titolo di principe di Lucedio, dando così il nome all’attuale complesso. Oggi Lucedio produce risi e farine, lenticchie, farro e ceci, fagioli cannellini, biscotti, verdure sott’olio e altre delizie gastronomiche: prodotti che si acquistano nel punto vendita dell’azienda. I saloni medievali dell’abbazia vengono inoltre utilizzati per mostre, concerti, degustazioni, ricevimenti e congressi. Nel complesso si trovano la chiesa di Santa Maria Assunta e il campanile a pianta ottagonale, la chiesa del Popolo, la Sala Capitolare, il chiostro e il refettorio, nonché i macchinari usati per la lavorazione del riso.

Lucedio Lucedio (foto Giulio Colla)

La risaia a Vercelli circonda la città e pare quasi assediarla. Nei periodi dell’anno nei quali viene inondata, il paesaggio si fa affascinante, diventando una sorta di enorme specchio d’acqua. Il paesaggio si raddoppia avendo come asse di simmetria l’orizzonte. Dalla metà dell’800 l’agricoltura vercellese si è specializzata sempre più verso la monocoltura e l’industrializzazione risicola. Numerose le cascine disseminate nella campagna vercellese. La struttura territoriale del paesaggio agricolo si riconosce dalla caratteristica maglia tessuta dalle strade e dai percorsi di campagna che si accostano ai canali irrigui e disegnano la scacchiera della risaia. Il territorio è inciso da una struttura radiale di strade statali e provinciali che collegano la città di Vercelli con altri capoluoghi e comuni.

Risaie di Lucedio Risaie di Lucedio (foto www.branduardi.info)

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