Agriturismi in Lombardia - Lodi e il Lodigiano
Lodi, Comazzo, Sant'Angelo Lodigiano, Orio Litta, Castiglione d'Adda

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Il Lodigiano può essere individuato nell'esteso terrazzo alluvionale compreso tra i bassi corsi dei fiumi Adda e Lambro, delimitato nella parte settentrionale da un tratto del canale delle Muzza e da un antico ramo dell'Adda (l'odierno colatore Addetta) e in quella meridionale dal corso del Po, nonché in due appendici, rispettivamente a ovest del Lambro - Sant'Angelo Lodigiano - e a est dell'Adda - nelle terre di Abbadia Cerreto e Corte Palasio - comprese dai più antichi tracciati naturali degli stessi corsi d'acqua. La ricchezza d'acque ha favorito l'introduzione e lo sviluppo di tecniche colturali tipiche, quali la marcita e il prato avvicendato, allorché, dal XII secolo, le comunità monastiche e gli stessi abitanti avviarono la bonifica di vaste aree di esondazione dei due fiumi, occupate dalle acque insalubri delle paludi e degli acquitrini. Un'opera decisiva per la trasformazione del vasto territorio fu la costruzione, dal 1220, del canale della Muzza, vera spina dorsale del Lodigiano, che alimenta una fitta rete di canali e rogge. Il prato irriguo avvicendato alla cerealicoltura, introdotto nel XIV-XV secolo, si affermò nel secondo Settecento con i caratteri propri dell'agricoltura capitalistica: aziende unitarie di dimensioni medio-grandi; unitarietà fisico-spaziale dell'azienda con la caratteristica tipologia della cascina monoaziendale a corte chiusa; l'affittanza è la forma prevalente di conduzione. In epoca moderna si è consolidata la peculiarità economica del Lodigiano, caratterizzata ancora oggi da un ordinamento colturale a prevalente indirizzo foraggero, cui si è affiancata un'industria cresciuta e distribuita prevalentemente negli interstizi del sistema agrario, nelle aree più prossime all'area metropolitana milanese e lungo l'asse della Via Emilia.
Capoluogo della provincia è Lodi, città di fondazione medievale, sorta per ragioni di strategia territoriale. A deciderne l'ubicazione - su una lieve eminenza in sponda destra dell'Adda - e il nome (Laus Nova) fu Federico I Barbarossa nel 1158, dopo la seconda distruzione di Laus Pompea (l'attuale Lodi Vecchio) da parte di Milano. Dotata dall'imperatore di ampi poteri in materia di organizzazione del territorio, di immunità fiscali e di privilegi nella gestione di traffici e di commerci, non resse tuttavia il confronto con Milano, cui finì per assoggettarsi nella prima metà del Trecento. Oggi Lodi svolge un'importante funzione di piazza di mercato e di centro di servizi per un vasto circondario agricolo, oltre a quella di piccola capitale delle attività lattiero-casearie. E' una città piacevole da visitare per la ricchezza dei monumenti d'arte che gelosamente conserva, per l'atmosfera serena che riserva al visitatore e per l'eccezionale gastronomia locale. Il Duomo, o Cattedrale di S. Maria Assunta, è una rilevante costruzione romanica iniziata nel 1160 e terminata un secolo dopo.

Lodi - Piazza Duomo Lodi - Cattedrale di S. Marisa Assunta (foto www.maestrilavoro.it)

Nel Lodigiano Settentrionale, merita una visita il borgo di Comazzo, con la bella villa Pertusati-Durazzo, costruita con precisa scelta paesistica su un bastione naturale che domina la depressione fluviale; le linee architettoniche sono dovute al disegno di Francesco Croce, ma l'aspetto definitivo con la sistemazione scenografica dei giardini è di Carlo Croce, che intervenne dopo il 1746.
Nella Bassa Lodigiana, lungo il corso del Lambro, i centri abitati di Sant'Angelo Lodigiano, San Colombano al Lambro e, più a sud, Orio Litta. Sant'Angelo Lodigiano è un importante centro agricolo e industriale originatosi in funzione di una postazione fortificata costruita sul rialzo che si insinua tra il Lambro e il Lambro Meridionale; ricordato nelle cronache dal sec. IX, fu importante per i commerci e militarmente nel periodo delle signorie. Il Castello, sorto antagonisticamente a Lodi e terminato nel 1224, fu ampliato nel 1370 da Regina della Scala, che ne fece la sua residenza preferita. Passato agli Sforza, fu da questi donato a Michele Matteo detto Bolognino, ai cui discendenti restò fino al '900. La pianta, rettangolare con torri agli angoli, si sviluppa attorno a un grande cortile centrale che ha mantenuto i caratteri medievali.
San Colombano al Lambro sorge ai piedi dell'omonimo sistama collinare. Nonostante la non contiguità rispetto agli altri comuni del distretto meneghino, nel 1992, anno di creazione della provincia di Lodi, tramite un referendum ha deciso di rimanere a far parte della provincia di Milano.
A Orio Litta sorge Villa Litta, una delle più belle residenze barocche della bassa pianura padana. Edificata a metà Settecento, passò alla fine di quel secolo ai Litta, famiglia che raggiunse l'apice del potere in epoca napoleonica a aggiunse il proprio nome a quello originario del paese. Trasformata nell'800 in filanda e adibita a funzioni rurali, oggi ospita periodiche manifestazioni culturali.

Orio Litta Villa di Orio Litta (foto www.walkforitaly.com)

Nella parte occidentale della provincia lodigiana si trova Castiglione d'Adda, antico borgo fortificato, del quale Galeazzo Maria Sforza fece demolire e mura nel 1470. Ai margini dell'abitato, il castello Pallavicini Serbelloni, con pianta rettangolare a corte chiusa e quattro torri angolari di forma diversa. Nelle forme attuali risale al 1551 e presenta elementi manieristici nella fronte di accesso e nel portico con colonne binate e archi a tutto sesto.

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