Agriturismi in Lombardia - Valli di Brescia - Val Trompia e Val Sabbia
Concesio, Lumezzane, Gardone Val Trompia, Gavardo, Idro, Bagolino

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Il territorio delle Prealpi orientali bresciane - inciso dai solchi della val Tromnpia e della val Sabbia - è area storicamente gravitante sul capoluogo, cui gli scambi con il retroterra montuoso e l'utilizzo delle sue risorse hanno portato non pochi vantaggi. La potenzialità di sfruttamento di queste valli, e in particolare della val Trompia, erano fondate sull'abbondanza del minerale di ferro, sulla ricchezza di acque e sull'esuberanza di manodopera, nonché sulla vastità delle estensioni boschive che in passato ricoprivano i versanti. Lo sviluppo dell'economia industriale della Val Trompia, erede delle antiche attività estrattive e metallurgiche, caratterizza il paesaggio e le forme dell'insediamento, che assumono un accentuato carattere urbano nella parte bassa, praticamente saldata a Brescia, e in quella mediana. Per contro, nell'alto bacino, interessato dalla crisi delle tradizionali attività agropastorali, l'economia è bastata sempre più sulle attività turistiche, in particolare legate agli sport invernali. Nella parte bassa della valle, Concesio, cittadina esistente già in età romana, famosa per aver dato i natali a G.B. Montini, pontefice (Paolo VI) nel 1963-78. La val Gobbia, laterale della val Trompia, è caratterizzata da una fitta trama di insediamenti produttivi che, eredi di un'antica vocazione, si sono sviluppati nel secondo dopoguerra sino a formare nel territorio di Lumezzane un vero e proprio bacino industriale; la specializzazione, favorita dalla presenza di minerali e dalla ricchezza di acque (uitlizzate già ai tempi di Augusto e Tiberio per l'acquedotto di Brescia), fu quella della lavorazione del ferro e di materiali affini, sfociata nella produzione di tondini per l'edilizia, di rubinetteria e posateria. Vistosa la conseguente trasformazione del paesaggio: gli abitati, un tempo sparsi sulle pendici, sono stati saldati da un insieme residenziale-produttivo-terziario caotico e indifferenziato, privo di qualunque gerarchia funzionale. Da San Sebastiano, sede del comune di Lumezzane, una strada risale verso il versante meridionale della valle; dopo qualche chilometro, presso Cascina Cocca, un breve vsentiero conduce, poco sotto la vetta del monte Conche (1158 m), al santuario di S. Maria, consacrato nel XII secolo e ampliato a fine Quattrocento. Oltre Cascina Rocca, una strada sterrata conduce alla chiesa di S. Onofrio, che conserva notevoli affreschi giovanili del Romanino (primi XVI secolo).

Lumezzane Veduta dall'alto della conca di Lumezzane (foto Aristide Pasotti)

Capoluogo della Val Trompia è Gardone, il più importante centro italiano per la produzione di armi da fuoco leggere (qui ha sede la nota società Beretta). Nel cimitero si trova la chiesa di S. Maria degli Angeli, di eleganti forme gotico-rinascimentali, iniziata nel 1444 per volontà di San Bernardino da Siena e terminata nel 1513.
Bovegno, antico insediamento romano e centro di attività estrattive nel Medioevo, si trova a 700 metri circa di quota, nell'alta val Trompia. Oggi è un frequentato centro di villeggiatura estiva ed invernale, mentre un tempo la struttura dell'abitato era organizzata intorno ai nuclei di Piano e di Castello. Sul colle di San Martino, che domina il paese, si trovano i resti dell'antico castello e dell'omonima chiesetta, che rivela tracce di architettura romanica e di successivi interventi gotici. Altro centro turistico della valle, che termina al passo di Croce Domini, è Collio, con la parrocchiale dei SS. Nazaro e Celso (1750), la chiesa di S. Rocco (sec. XIV) e il palazzo settecentesco ora sede del Municipio.
La val Sabbia è formata dal medio corso del Chiese, che con andamento sinuoso incide le Prealpi bresciane da Tormini al lago d'Idro; costeggia poi il bel versante occidentale del piccolo bacino, coperto da folta vegetazione, e si addentra infine nell'alpestre valle del Caffaro ricca di boschi. Diversi gli aspetti paesaggistici del territorio, caratterizzato da altipiani piuttosto aperti fino a Vestone, dove l'orizzonte è chiuso dalle montagne che circondano il lago d'Idro, mentre il paesaggio successivo è più aspro, con incastrati nuclei abitati, resti di antiche rocche, pievi e santuari. accanto alla presenza di alcuni centri di spessore storico (come Gavardo) o ambientale (Nozza, Bagolino), va segnalata la ricchezza del patrimonio pittorico che, senza registrare episodi di grande rilievo, è una significativa testimonianza della vivacità culturale di quest'area periferica prealpina, influenzata dalle esperienze bresciana e veronese.
Circondata da moderni insediamenti commerciali e produttivi, Gavardo conserva un nucleo antico abbastanza ben conservato e caratterizzato da case dei secoli XV e XVI. Sorto sul luogo di insediamenti neolitici, fu nel Medioevo centro commerciale e possesso dell'abbazia di Leno e poi dei vescovi di Brescia; nel 1235 fu distrutto dalle truppe di Ezzelino da Romano e, passato a venezia, venne eretto a capoluogo di "quadra". Merita una visita il Museo Archeologico, che espone materiali di età preistorica e romana tra cui uno scheletro di Ursus pelaeus rinvenuto nella grotta carsica del Buco del Frate presso Paitone.
Il lago d'Idro, con una forma stretta e allungata, si apre nella valle del Chiese e segna il limite superiore della Val Sabbia. A nord del bacino si trova Ponte Caffaro, il cui ponte in ferro sul fiume segnò il confine tra Italia e Austria fino alla prima guerra mondiale e ora tra le province di Brescia e di Trento. Suggestivo è il Palazzo Lodrone, di antica origine ma con interventi quattrocenteschi e cinquecenteschi: ha un portone modanato con capitelli di influenza veronese e una bifora del tardo '400.

Lago d'Idro Lago d'Idro (foto www.gal-gardavalsabbia.it)

Lungo la valle del Caffaro, che si inerpica ad occidente del lago d'Idro, si trova Bagolino, frequentato centro di villeggiatura estiva ed invernale, che ha conservato in gran parte integra l'antica struttura urbana; le vecchie case in pietra, ornate di ferro battuto e tra loro collegate da sottopassaggi, si dispongono assecondando la morfologia del terreno e formando un insieme ricco di valori ambientali. Nella zona si produce uno tra i più caratteristici formaggi alpini, il Bagòss, formaggio stagionato dal sapore tipico e intenso.

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