L'Oltrepò Pavese è una delle zone d'Italia nelle quali la coltura della vite ha origini più antiche, e dove il vigneto trova un terreno e un clima particolarmente favorevoli. E' anche uno splendido balcone proteso verso la Pianura Padana, dal quale, soprattutto nelle giornate più limpide, è facile vedere distintamente Pavia e Voghera, ma anche Milano, attorniata dalle vette alpine. Le sue colline si snodano come festoni ridondanti di lussureggiante vegetazione, decorati da paesini, frazioni e fattorie che non alterano la fisionomia della campagna, ma anzi ne sono parte integrante. Il vigneto è il padrone assoluto della campagna, al punto di diventare quasi una monocoltura. Nei luoghi in cui esso non appare, come lungo i versanti esposti a settentrione, o sui terreni troppo argillosi o nelle zone calanchive che segnano il confine con l'Appennino, le colline sono rivestite e contornate da macchie di boschi di quercia e di acacia. Faggi e pini sono alle quote più alte. I pochi frutteti trovano il loro sviluppo maggiore nelle zone pianeggianti al fondo delle valli. La storia vinicola dell'Oltrepò Pavese si perde nei tempi: basti ricordare che a Casteggio, l'antica Clastidium dei Romani, venne scoperto un tralcio fossile di Vitis vinifera, datato tremila anni or sono.
L'estensione complessiva destinata a vigneto si aggira attorno ai 12.000 ettari, quasi tutti DOC, con una produzione pari al 75% di quella lombarda e al 5% di quella nazionale. Le aziende sono circa tremila. I vitigni utilizzati sono numerosi e in buona parte autoctoni: Barbera, Croatina, Bonarda sono i più diffusi.
Cantina nell'Oltrepò Pavese (foto www.oltrepopavese.pv.it)
Oggi, insieme con la Franciacorta, l'Oltrepò Pavese è anche diventata terra di grandi spumanti, i cui produttori si sono riuniti creando la sigla di “Classese” che significa “Spumante Classico dell'Oltrepò Pavese”. Oltre al vino, moltissimi altri sono i prodotti dell'agricoltura; tra i più rinomati il Gorgonzola e il salame di Varzi.
Moltissimi gli itinerari storici ed enogastronomici della zona, che ci fanno scoprire antichi borghi, torri medioevali, abbazie e cantine secolari.
L'Oltrepò Pavese comprende una zona di pianura, che si estende a mo' di mezzaluna tra il margine collinare e il Po, e una zona di collina, che occupa circa il 40% del territorio e che raggiunge una altitudine di circa 600 m sul livello del mare.
Broni, con Stradella e Casteggio tra i maggiori centri pedecollinari dell'Oltrepò, si trova al margine di un tratto di pianura governato da imponenti cascinali. Il centro storico ha matrice medievale ed è imperniato sulla romana Via Emilia Scaura. A pochi km, Cigognola, grazioso centro abitato posto su un colle dominante lo sbocco in pianura della valle Scuropasso. Il borgo è dominato dal Castello, eretto ai primi del '200 dai Sannazzaro e rivisto in chiave neogotica a metà '800.
Voghera si trova allo sbocco della valle della Staffora ed è il principale centro di gravitazione dell'Oltrepò e replica, come altri consimili insediamenti pedecollinari, l'appropriata ubicazione su vie di comunicazione storiche, nel punto di transizione tra l'Appennino e la pianura. Il centro storico è perimetrato dall'andamento esagonale delle mura, dovute a Galeazzo II Visconti nel 1372, abbattute nel 1825 e ora ricordate dai viali di circonvallazione. Da vedere, la collegiata di S. Lorenzo, la chiesa Rossa, il Castello Visconteo e l'ex caserma di Cavalleria Vittorio Emanuele II.
Vigneti dell'Oltrepò Pavese (foto www.oltrepopavese.pv.it)
Nazzano è un piccolo borgo collocato in splendida posizione panoramica; lo domina il Castello dall'alta torre, risalente al Mille, rifatto e ripreso in epoche successive.
Varzi, piccolo capoluogo dell'Oltrepò montano, è situato nel cuore dell'Alta valle staffora. Posto a 426 m di altitudine, si estende sulla riva destra del torrente Staffora ed è coronato dall'Appennino pavese. Qui si produce il più rinomato insaccato della provincia di Pavia, il salame crudo di Varzi, le cui origini pare risalgano addirittura ai Longobardi.
